Si allarga l’inchiesta della Procura di Roma che coinvolge i vertici del Garante per la protezione dei dati personali e che ora tocca anche il settore del trasporto aereo. Tra gli indagati figura Fabio Lazzerini, prima direttore commerciale e successivamente Ad di ITA Airways negli anni in cui sarebbero accaduti i fatti contestati.
L’indagine sul Garante: un filone più ampio
Il procedimento nasce da un’indagine più estesa su presunti rapporti impropri tra soggetti privati e componenti dell’Autorità garante della privacy, emersa dopo alcune puntate dedicate dalla trasmissione televisiva Report. Gli inquirenti stanno verificando se alcune decisioni o orientamenti dell’Authority possano essere stati influenzati da utilità ricevute da soggetti esterni. Al centro ci sono anche ipotesi di corruzione che riguarderebbero più episodi e diversi interlocutori, non limitati al solo comparto aereo. L’obiettivo della Procura è accertare eventuali scambi tra benefici concessi e atteggiamenti favorevoli nell’attività di vigilanza e regolazione, in particolare su dossier sensibili legati alla gestione dei dati personali.
Il nodo delle tessere “Volare Classe Executive”
Per quanto riguarda Lazzerini, l’attenzione degli investigatori si concentra su alcune tessere “Volare Classe Executive”, il programma loyalty premium di ITA Airways. Secondo l’ipotesi accusatoria, queste tessere – dal valore stimato di circa seimila euro – potrebbero essere state offerte come benefit a membri o figure vicine al Garante. Gli inquirenti stanno verificando se tali vantaggi possano configurarsi come utilità indebite, potenzialmente collegate a un atteggiamento più favorevole nei confronti della compagnia in procedimenti o verifiche, che aprirebbero a ipotesi di reati gravi quali appunto la corruzione.
Il programma “Volare”, ora dismesso dopo l’adesione di ITA Airways a Star Alliance e al programma Miles & More, ha rappresentato uno degli asset commerciali strategici della compagnia, e le versioni di fascia alta includevano servizi esclusivi, upgrade e vantaggi operativi con un valore economico significativo.
Perquisizioni e acquisizioni documentali
Nell’ambito dell’inchiesta, la Guardia di Finanza ha effettuato acquisizioni di documenti presso sedi riconducibili alla compagnia. Le attività investigative mirano a ricostruire flussi, assegnazioni e modalità di utilizzo delle tessere, oltre ai rapporti intercorsi tra i soggetti coinvolti. Gli accertamenti si inseriscono in un lavoro più ampio di analisi documentale e testimoniale, volto a verificare la sussistenza di eventuali relazioni tra benefici concessi e decisioni istituzionali.
Un atto dovuto per consentire le verifiche
L’iscrizione di Lazzerini nel registro degli indagati viene inquadrata quindi come un atto tecnico necessario allo svolgimento delle indagini. Si tratta di un passaggio procedurale che consente alla magistratura di effettuare accertamenti, garantendo al tempo stesso i diritti di difesa delle persone coinvolte. Non rappresenta quindi un giudizio di colpevolezza né implica responsabilità accertate, ma è funzionale alla verifica dei fatti e alla ricostruzione completa del quadro investigativo.
Possibili sviluppi
L’inchiesta è ancora in una fase preliminare e potrebbe estendersi ulteriormente, anche alla luce degli elementi raccolti nelle acquisizioni documentali. Per il settore del trasporto aereo e per il sistema della regolazione della privacy, il caso apre interrogativi rilevanti sul rapporto tra operatori economici e autorità indipendenti, in un contesto in cui la gestione dei dati è diventata un elemento centrale delle strategie industriali.

