Il Covid-19 ha lasciato un segno anche sul mercato immobiliare, che ha visto un forte calo sia per quanto riguarda la domanda inerente gli affitti, ma anche su quello riguardante le vendite immobiliari. Proprio per quanto riguarda queste ultime, alcune ricerche statistiche fatte da CaseInVendita360 avrebbero evidenziato come la discesa della domanda, risultata già nel primo trimestre del 2020, abbia subìto un ulteriore calo nel secondo periodo, quello comprensivo dei mesi estivi e autunnali del 2020. Per quanto riguarda il mese di Novembre 2020, sembrerebbe essere sempre bassa la percentuale di acquisto di case, anche se quest’ultima tende ad essere differente a seconda di alcune province o regioni italiane.

Covid-19: l’andamento del mercato immobiliare italiano a Novembre 2020

Il Covid-19 ha letteralmente messo in ginocchio l’economia italiana e la dura prova ha riguardato, e riguarda ancora, anche il mercato immobiliare. Sembrerebbe essere ancora destinata alla flessione la percentuale della domanda di vendite di abitazioni. Ad essere cambiato però non è solo il valore della domanda, ma anche il tipo di richiesta: sempre più famiglie infatti optano in questo periodo per la ricerca di case con dimensioni estese e possibilmente non condivise con altri inquilini, soprattutto se sconosciuti. Oltre a questo, si cercano anche soluzioni che abbiano diversi spazi esterni, in vista di un possibile lockdown, che potrebbe impedire di nuovo l’uscita dal proprio domicilio, se non per emergenze. La presenza di un giardino o balcone più ampio sembrerebbe infatti essere accresciuta di molto, negli ultimi mesi. Per quanto riguarda quello corrente, Novembre 2020, le cose non sembrerebbero essere cambiate e le percentuali sembrerebbero essere sempre in forte calo. È molto interessante però vedere la differenza che può esserci tra una provincia e l’altra d’Italia. Si deve sottolineare infatti che sebbene alcune regioni continuino a veder calare i canoni di vendita degli immobili, altre invece hanno visto un aumento, anche se lieve.
Province e regioni in cui sono aumentati e diminuiti i prezzi delle vendite immobiliari
Nel mese di Novembre 2020 i prezzi di vendita degli immobili hanno subito dei cambiamenti che sono risultati differenti a seconda delle province e regioni italiane.
Per quanto riguarda le province che hanno visto un maggiore aumento di prezzo, si possono citare sicuramente quelle di Oristano e di Agrigento, che hanno riscontrato un innalzamento rispettivamente del +7.13% e del +4.22%. Ad aggiungersi a queste due anche quelle di Ragusa e di Siracusa, con il +4.03% e il +3.98%. Un aumento meno evidente invece quello di Cagliari e di Olbia, con il +3.70% e il +3.63%. Pordenone, Ancora e Verona hanno invece registrato il +3.36%, +3.11% e +2.94%.
Prezzi diminuiti invece per quanto riguarda le province di Belluno e Venezia, che si possono sistemare in cima alla classifica di quelle città che vedono prezzi al ribasso, grazie alle loro percentuali rispettivamente del 9.90% e del -8.34%. Bassa anche la percentuale di Enna e di Novara, che vedono una discesa del -6.70% e del -6.53%. Benevento e Brescia invece hanno riscontrato un -6.36% e un -5.63%. Roma ha registrato un -5.61%, ma ancora più in discesa sono Caltanissetta e Messina, con il -5.16% e il 5.06%.

Per quanto riguarda le regioni che hanno subìto una diminuzione del canone delle vendite di immobili invece c’è al primo posto il Friuli Venezia Giulia, con il -12.09% e il Lazio, che si stacca parecchio però da questa percentuale, raggiungendo il -5.61%. Piemonte e Sicilia invece hanno registrato rispettivamente il -5.01% e il -4.75% e sono seguite dalla Sicilia, con il suo -4.57%. Seguono la Lombardia, con il -2.12%, la Campania, con il -1.67%, poi la Basilicata con il -1.37%, stessa percentuale della Valle d’Aosta, e la Calabria, con il -1.19%. Percentuali minori invece per l’Umbria, la Puglia, il Veneto e la Liguria, rispettivamente con il 0.97%, -0.70%, il -0.67%, il -0.37%.

Per quanto riguarda invece le regioni che hanno aumentato i prezzi di vendita degli immobili, si possono elencare la Sardegna e le Marche, rispettivamente con un rialzo del +3.15% e del +3.11%, poi Toscana ed Emilia Romagna, con la stessa percentuale del +1.73% e poi il Trentino Alto Adige, con il +0.10%.

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