Lazio, la Regione Vicina al turismo: 20 milioni a fondo perduto, anche all’extralberghiero

di Sergio Lombardi e Domenico Palladino

L’8 maggio scorso la Giunta Regionale della Regione Lazio ha adottato la Delibera n. 239, che prevede la concessione di contributi a fondo perduto, in conseguenza dei danni causati dall’emergenza COVID-19, a favore di imprese del settore turistico del Lazio, approvando con essa le misure di intervento per un ammontare complessivo di 20 milioni di euro.

Il Piano è stato denominato Regione Vicina e prevede l’erogazione di Bonus per la ripartenza che diano alle strutture coinvolte un sostegno concreto per affrontare meglio il riavvio della stagione turistica e delle diverse attività. Si tratta del primo ente pubblico che mostra vicinanza al settore turistico, incluso quello extralberghiero che fino a oggi non era stato considerato in nessuna iniziativa governativa. Vediamo però come anche in questo caso non manchino esclusioni, apparentemente inspiegabili, dalle locazioni turistiche ad alcune categorie di extralberghiero imprenditoriale. Nel complesso resta però una manovra positiva.

L’investimento complessivo di 20 milioni di euro è articolato su tre “misure”:
MISURA 1 – Bonus per le attività Alberghiere ed extralberghiere imprenditoriali (15 milioni di euro totali),
MISURA 2 – Bonus per le Agenzie di Viaggio e i Tour Operator (3 milioni di euro totali),
MISURA 3 – Bonus per le attività extralberghiere non imprenditoriali (2 milioni di euro totali).

Destinazione

Il bonus andrà utilizzato anche per le spese di riavvio dell’attività, di pulizia, ed eventuale sanificazione dei locali.

Misura 1 per alberghiero e affittacamere

La Misura 1 comprende contributi per 15 milioni di euro totali per le strutture alberghiere e, fra le extralberghiere, solo per gli Affittacamere e le Country house o Residenze di campagna. Inspiegabilmente, non sono presenti Case Vacanze imprenditoriali e Bed&Breakfast imprenditoriali. Questi gli importi massimi previsti:

Alberghi o hotel 4 e 5 stelle € 8.000,00;
Alberghi o hotel 3 stelle € 6.000,00;
Alberghi o hotel 1 e 2 stelle € 4.000,00;
RTA, Hostel o Ostelli, Campeggi e Villaggi Turistici € 3.000,00;
Country house o Residenze di campagna e Affittacamere/Guest house € 1.000,00.

Misura 2 per agenzie viaggi e tour operator

Prevede l’erogazione di un contributo fino a 1500 euro ad ogni agenzia viaggi iscritta regolarmente al registro delle imprese e nell’elenco di regione Lazio al 6 aprile 2020. In caso di agenzie che operano per più filiali il contributo è corrisposto per una sola sede. Se le filiali sono in regioni diverse, quella principale deve avere sede nel territorio della Regione Lazio. L’importo complessivo della misura è fissato in 3 milioni di euro.

Misura 3 per l’extralberghiero non imprenditoriale

Comprende sostegno per 2 milioni di euro totali alle seguenti tipologie di Strutture ricettive Extralberghiere, gestite in forma non imprenditoriale:

  • Case e Appartamenti per vacanze,
  • Bed & Breakfast,
  • Ostelli per la gioventù,
  • Case religiose per ferie,
  • Rifugi montani e Rifugi escursionistici e Casa del camminatore.

Misura: il contributo a fondo perduto viene concesso fino ad un massimo di euro 600,00 per ogni struttura ricettiva extralberghiera non imprenditoriale. Per accedere al beneficio bisogna essere in possesso di Codice identificativo regionale (CIR) e di iscrizione al sistema informativo Radar (Raccolta Dati Regionali).

Locazioni turistiche

Dall’analisi della delibera, gli alloggi destinati ad uso turistico (locazioni turistiche – circa 7.000 solo a Roma) sono esclusi dai benefici del Piano e non possono richiedere, nè ottenere i fondi regionali. L’esclusione appare certa, perchè ogni tipologia ricompresa negli aiuti è individuata in modo definitivo nella delibera dagli estremi del regolamento regionale sull’extralberghiero del Lazio.

Case Vacanze e B&B imprenditoriali

Non rientrando fra le tipologie presenti nelle Misure 1 e 3, nè fra le attività della Misura 2, sono escluse dai benefici le Case Vacanze e i Bed&Breakfast imprenditoriali. Solo a Roma, si tratta di quasi tremila strutture ricettive (per la precisione 112 B&B imprenditoriali e 2.527 CaV imprenditoriali). I dati sulle strutture di Roma sono i più recenti disponibili nel portale https://dati.comune.roma.it/. Anche in questo caso, l’esclusione appare certa, perchè ogni tipologia ricompresa negli aiuti è individuata nella delibera dagli estremi del regolamento regionale sull’extralberghiero del Lazio.

Si tratta in definitiva di un bonus che aiuta soprattutto il mondo alberghiero, offre un buon ristoro alle agenzie viaggi, come richiesto pochi giorni fa da Assoviaggi Lazio, e tocca marginalmente il settore extralberghiero, individuandone però solo una platea molto ristretta, con una selezione che appare discutibile, soprattutto nell’esclusione di alcune attività: b&b imprenditoriali, property manager e locazioni turistiche. Gli agriturismi non sono invece stati inclusi in questa delibera ma per loro c’è uno stanziamento ad hoc di 1,5 milioni di euro a fondo perduto per le strutture attive fino al 31/12/2019 con un massimale di 2500 euro ad agriturismo. Anche in questo caso la misura è destinata a supportare le aziende nelle spese di riavvio dell’attività, di sanificazione dei locali e di attuazione delle prescrizioni igienico-sanitarie relative all’emergenza Coronavirus“.

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2 comments on “Lazio, la Regione Vicina al turismo: 20 milioni a fondo perduto, anche all’extralberghiero

  1. luciano martina

    Vergogna, perchè escludere le case vacanze regolari che hanno contribuito allo sviluppo turistico della regione e per di più soffrono della concorrenza sleale degli abusivi (che le autorità non contrastano e anzi tollerano, con danno erariale e dell’immagine turistica della regione).

    Confido in una pronta rettifica e integrazione a favore delle strutture turistiche regolari.

  2. ILARIA BELLI

    Dare un contributo anche alla 7000 realtà solo a Roma e a tutte quelle del lazio degli alloggi turistici non imprenditoriali che pure hanno il codice identificativo regionale(CIR) e l’iscrizione al Radar, non dimenticando che queste attività sono nate per colmare il deficit di lavoro in Italia e che sono completamente escluse da ogni forma di ammortizzatore sociale. Grazie

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