Con l’approvazione definitiva a Palazzo Madama, l’Italia si dota ufficialmente di una cornice normativa organica per la valorizzazione dei propri sentieri: la Legge sui “Cammini d’Italia” è realtà. Il provvedimento, accolto con un consenso pressoché unanime, punta a mettere a sistema il patrimonio diffuso di itinerari religiosi, storici e paesaggistici, trasformandoli in un volano economico per i borghi e le aree interne del Paese.
La riforma: cosa prevede la legge
Il cuore della legge risiede nella creazione di una Banca dati nazionale dei Cammini presso il Ministero del Turismo. Una mappa digitale che permetterà ai camminatori di accedere a informazioni certificate su percorsi, strutture ricettive e servizi. Tra le novità principali:
- Standard di qualità e sicurezza: Vengono definiti parametri nazionali per la manutenzione e la segnaletica (anche con il supporto del CAI).
- Accessibilità universale: La legge promuove interventi per rendere i percorsi fruibili anche a persone con disabilità o ridotta mobilità.
- Cabina di Regia e Tavolo Permanente: Due nuovi organismi assicureranno il coordinamento tra Stato, Regioni ed esperti del settore per programmare investimenti e promozione internazionale.
- Tutela delle identità locali: Il testo include la valorizzazione delle minoranze linguistiche e delle tradizioni enogastronomiche dei territori attraversati.
Centinaio: “Un’opportunità per i borghi e le aree interne”
Soddisfazione espressa dal vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, che sottolinea la concretezza del provvedimento: “L’istituzione della legge sui ‘Cammini d’Italia’ è un passo concreto sulla strada della valorizzazione di quel turismo esperienziale, lento e sostenibile, che oggi rappresenta un’opportunità di sviluppo per tanti territori, a cominciare da borghi e aree interne. La Lega è orgogliosa di aver promosso questa proposta”.
Centinaio pone l’accento sulla diversificazione dell’offerta turistica: “D’ora in avanti sarà possibile vivere questa esperienza in maniera più semplice, più sicura, più accessibile anche per chi ha disabilità. Con questa legge miglioriamo la qualità dei servizi, favoriamo la destagionalizzazione e valorizziamo mete meno conosciute, offrendo un’alternativa ai circuiti tradizionali”.
Marti: “Nasce la rete nazionale dei percorsi lenti”
Il senatore Roberto Marti, primo firmatario del provvedimento e presidente della Commissione Cultura, parla di una svolta per l’identità locale: “Con il via libera definitivo del Senato la legge sui Cammini diventa finalmente realtà e l’Italia si dota di una cornice nazionale per valorizzare in modo organico il turismo lento. Un provvedimento con cui mettiamo ordine e facciamo rete”.
Secondo Marti, le risorse stanziate non sono un costo ma un investimento: “La legge istituisce strumenti di promozione unitaria con risorse dedicate che sono un investimento in microeconomie locali, occupazione e servizi legati alla mobilità dolce. Non è una centralizzazione dall’alto, ma una cornice che valorizza le esperienze migliori dei territori, rafforzando l’identità delle comunità e portando benefici soprattutto ai piccoli Comuni, spesso fuori dai grandi flussi turistici”.
Verso un nuovo modello di sviluppo
Con l’entrata in vigore della legge, l’Italia punta a consolidare la sua posizione di leader nel turismo di qualità, rispondendo alla crescente domanda internazionale di viaggi a contatto con la natura e la storia. La sfida ora passerà alle Regioni e agli enti locali, che dovranno implementare i piani di manutenzione per rendere la “rete dei cammini” il biglietto da visita di un’Italia più autentica e sostenibile

