Un modo relativamente nuovo di viaggiare, che viene incontro alle esigenze in evoluzione di un viaggiatore più consapevole: è il fenomeno dell’Home Exchange.
Secondo un recente report dell’analista di settore Data Intelo – che tiene conto della situazione pandemica e post-Covid – da oggi al 2028 il mercato globale dei servizi di scambio di casa crescerà a un tasso composto (CAGR) dell’8,3% grazie ai vantaggi di questo tipo di vacanza, come la possibilità di conoscere in mood più diretto e personale culture e stili di vita diversi.
Lo scambio può essere simultaneo o meno, può includere l’ospitalità con i proprietari presenti, e si differenzia per classi di età: mentre gli under 44 sono in prevalenza coppie, tra i 45 e i 64 anni gli utenti sono sia single sia coppie e oltre i 64 sono costituiti in maggioranza da pensionati con reddito medio-alto: un target interessante perché hanno a disposizione più tempo per gli scambi. A livello geografico, sempre secondo il rapporto, l’area che rappresenta la maggior quota del fatturato globale di questi servizi è il Nord America, seguito dall’Europa, mentre quello che cresce di più è l’America Latina. Nel complesso, il mercato globale vale attualmente circa 5 miliardi di dollari.
Perché l’Home Exchange sta diventando così popolare? Sicuramente perché presenta molti vantaggi che rispondono alle esigenze del viaggiatore post-pandemia: ad esempio, il senso di sicurezza e protezione di un ambiente che ci ricorda casa nostra, dove non dobbiamo entrare in contatto con altri come in una struttura ricettiva. Ma anche vantaggi in termini esperienziali: stare in una casa offre maggiori possibilità di “vivere” la destinazione come un locale e di scegliere un ambiente che rispecchia di più il nostro stile di vita.

Non stupisce quindi che l’Home Exchange, ormai emancipato dal concetto base di “coach surfing”, si stia posizionando sempre più vicino al Luxury Travel e, in particolare, all’Affordable Luxury. Come conferma una ricerca di Future Laboratory, il viaggiatore in alto di gamma si sta orientando sempre più verso la disponibilità esclusiva di tempi e spazi, piuttosto che di lusso in sé, è informato e consapevole, attento al wellness e sempre più interessato alle esperienze enogastronomiche.

L’Home Exchange si presta particolarmente bene per esplorare le vacanze slow lontano dai percorsi più battuti, alla ricerca di piccoli borghi e seguendo cammini a piedi o cicloturistici, oltre che per scoprire castelli, dimore e monasteri. Similmente in Francia la tendenza è verso le coste atlantiche, la Camargue o e perle dell’interno come la Valle della Loira, mentre nel centro-nord Europa è una modalità ideale per visitare i grandi parchi, le foreste e le altre occasioni di escursione nella natura.

Un esempio sono le proprietà di Thirdhome, club di scambio di case per proprietari di seconde proprietà di lusso, presenti in 1.700 destinazioni e 98 paesi in tutto il mondo. Thirdhome consente ai soci di accedere a quasi 14.000 proprietà luxury in tutto il mondo e il club conta oltre 13.500 membri a livello globale. Tra le più affascinanti destinazioni si segnalano Messico, USA, Italia, Croazia, Grecia, Spagna, Francia, Svizzera e Thailandia. Attraverso il servizio Rentals, i membri possono anche mettere a disposizione la loro casa, se lo desiderano.

Creato per permettere a migliaia di proprietari di seconde case di lusso di vivere esperienze uniche a livello globale, la principale piattaforma di home exchange THIRDHOME permette ai membri di accedere a viaggi premium con una soluzione smart. Depositando nel club il tempo non usato nelle proprie seconde case, è possibile affittare una casa lussuosa per una settimana con una spesa media di circa 700 dollari a soggiorno, invece di spendere più di 20.000 dollari con un affitto tradizionale.

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