C’è un angolo di Toscana dove l’accoglienza non è solo un biglietto da visita, ma un motore economico che gira a pieno ritmo. Montepulciano entra ufficialmente nell’élite delle destinazioni più accoglienti del pianeta secondo i Traveller Review Awards 2026 di Booking.com. Un riconoscimento che premia non solo la bellezza del borgo, ma la tenuta di un sistema che vede nel turismo il suo pilastro sociale.
I numeri del successo: vince la permanenza lunga
I dati del 2025 parlano chiaro: Montepulciano non si limita ad attrarre turisti, ma riesce a trattenerli. Gli arrivi sono cresciuti dell’1,46%, ma è il dato sulle presenze (+3,31%) a fare la differenza, segno che i viaggiatori scelgono di fermarsi più a lungo tra i vicoli del Poliziano e i vigneti del Nobile.
“Il turismo qui è un sistema economico e sociale. Non è un risultato casuale, ma il frutto di una strategia condivisa tra pubblico e privato”, spiega Doriano Bui, Presidente della Strada del Vino Nobile di Montepulciano e dei Sapori della Valdichiana Senese.
Un’economia che respira con il territorio
Il peso del settore è certificato dalla densità delle imprese: su circa 2.000 attività attive nel comune, ben 576 sono strutture turistiche. Un impatto che si riflette direttamente sul lavoro: gli addetti della filiera a Montepulciano sono passati dai 3.534 del 2024 ai 3.841 del 2025. Allargando lo sguardo all’intera Valdichiana Senese, l’esercito dell’accoglienza conta oltre 12.400 professionisti.
Perché i turisti amano Montepulciano?
Secondo le analisi di Valdichiana Living, il livello di soddisfazione degli ospiti ha raggiunto la cifra record del 92%. Ma cosa cercano esattamente i viaggiatori?
- Cultura e Arte (54%): Il patrimonio storico resta la calamita principale.
- Lifestyle: Il mix tra relax nella natura ed esperienze enogastronomiche di alto livello.
- Autenticità: La capacità di offrire un’esperienza reale dello stile di vita italiano.
La sfida del futuro: crescere senza perdere l’anima
Il riconoscimento di Booking.com non è un punto di arrivo. Con 9 Comuni coinvolti e una rete fitta di aziende agricole e ristoratori, la Strada del Vino Nobile guarda già al domani. L’obiettivo è chiaro: governare i flussi turistici puntando sulla sostenibilità per evitare che il successo trasformi il borgo in una “cartolina vuota”.

