Luca Patanè e Nicola Porro al Biz Travel Forum

Il nuovo nome della compagnia di Luca PatanèLuke Air – circolava già da qualche tempo, ma la presentazione ufficiale è stata oggi in occasione del forum di apertura del Biz Travel Forum moderato da Nicola Porro. Alla domanda di Porro sul nome, Patané risponde “Il nome andava cambiato. Per un’azienda è un cambio importante. Io l’ho chiamata così perché ci metto la faccia”.

Ma non si tratta solo di un rebranding, che nasce dalla spinta all’internazionalizzazione del gruppo Uvet, né di un cambio di livrea, ma soprattutto di un cambio importante a livello di mentalità e di un rinnovo graduale della flotta, con l’introduzione di tre nuovi Airbus A330 che andranno a sostituire gli attuali B767 per le destinazioni long haul. Il primo A330, acquistato da Qatar Airways, arriverà in aprile.

L’Airbus A330 di Luke Air

La nuova livrea camouflage, che porta i colori del blu avio che ricorda il cielo e dell’ocra che richiama le sabbie del deserto, sarà dipinta a mano sui nuovi aerei a lungo raggio. Un segno distintivo che rivela la forte propensione a una brand identity ben definita.

All’inizio ci potrà essere un po’ di confusione negli aeroporti – dice Patané – perché potranno essere presenti aerei Luke Air insieme a quelli Blue Panorama e Blue Express, che continueranno a operare il medio e corto raggio, ma gradualmente ci sarà il cambio di tutte le livree”.

Per quanto riguarda il modello di business, resta valido quello operato da Blue Panorama, cioè quello di una compagnia leisure, anche se sugli A330 ci saranno 12 posti in business class flat bed.

Se restiamo una compagnia di nicchia, abbiamo buone prospettive di crescita. Un terzo del fatturato arriva dalla Polonia, dove abbiamo aperto due basi. Bisogna cogliere le opportunità dove si presentano” conclude Patanè in conferenza stampa.

Autore

  • Roberta F. Nicosia

    Laureata in Geografia, giramondo e appassionata di fotografia, Roberta F. Nicosia parla quattro lingue ed è la nostra inviata speciale. A dieci anni, complice la copia di National Geographic che ogni mese trovava sulla scrivania e i filmini Super8 del papà, sapeva già dove erano il Borobudur, Borocay o Ushuaia e sognava di fare il reporter. Sono suoi quasi tutti gli articoli sulle destinazioni e le foto apparsi sul nostro Magazine. Dopo una parentesi con ruoli manageriali nel campo della comunicazione e dell’advertising, si è dedicata alla sua vera passione e negli ultimi vent’anni ha collaborato con riviste leisure come Panorama Travel, D di Repubblica, AD, specializzandosi poi nel MICE con reportage di viaggio, articoli su linee aeree e hotellerie. È stata caporedattore e direttore di diverse riviste di questo settore, e ha pubblicato una trentina di Guide Incentive con la collaborazione degli Enti del Turismo italiani.

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