Con il DPCM del 10 aprile 2020 il Governo ha prorogato al 3 maggio le limitazioni alle libertà personali già in vigore per limitare la diffusione dell’epidemia di Covid-19, con alcune riaperture che sono rientrate nel novero delle attività e servizi considerati essenziali, come librerie e cartolibrerie, negozi di vestiti per bambini, la silvicoltura e la lavorazione del legno. Resta confermata la possibilità di apertura degli alberghi, tranne che in regioni con modalità più restrittive (come Lombardia e Piemonte) così come il divieto di apertura per l’extralberghiero imprenditoriale. Eventuali eccezioni dovranno essere comunicate e autorizzate dal prefetto di riferimento.

In questo periodo continueranno dunque a essere vietati gli spostamenti tra comuni se non per motivi di lavoro, urgenza o necessità, utilizzando l’apposito modello di autocertificazione. Tra le nuove norme approvate invece ci sono protocolli molto più stretti che gli operatori dei viaggi dovranno seguire per chi arriva in Italia.

Con l’articolo 4 del decreto, infatti, vengono date precise disposizioni sugli ingressi in Italia con alcune eccezioni: chiunque intenda fare ingresso in Italia, attraverso qualunque frontiera, dovrà consegnare al vettore una dichiarazione che permette alle autorità di effettuare dei controlli e in cui dovrà essere precisato:

  • motivo del viaggio
  • indirizzo della dimora o abitazione in Italia dove svolgere il periodo di quarantena obbligatorio di 14 giorni per chi si reca in Italia, anche se asintomatici
  • recapito telefonico

I vettori devono verificare prima dell’imbarco la documentazione, vietando l’imbarco se incompleta, e misurare la temperatura dei passeggeri. I vettori sono anche responsabili delle misure organizzative di prevenzione dei contagi e della dotazioni di dispositivi di protezione personale (mascherine) a chi ne è sprovvisto.

Chi non potrà raggiungere con mezzo privato la dimora indicata sarà indirizzato dalla struttura sanitaria in altre strutture più semplici da raggiungere, dove il viaggiatore soggiornerà a proprie spese. In caso di insorgenza di sintomi il viaggiatore è tenuto ad informare immediatamente l’autorità sanitaria.

L’unica deroga a questo protocollo è lo spostamento inferiore a 72 ore per comprovate esigenze lavorative (che può essere eventualmente prorogata di ulteriori 48 ore). Chi rientra in questa casistica dovrà produrre un’autodichiarazione per consentire le verifiche dei vettori in cui indicare:

  • le comprovate esigenze lavorative e la durata della permanenza in Italia
  • l’indirizzo completo dell’abitazione (o delle abitazioni) in cui si soggiornerà
  • recapito telefonico a cui ricevere comunicazion

Allo scadere del periodo indicato il viaggiatore è tenuto a lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in alternativa, a iniziare il periodo di quarantena domiciliare fiduciaria per 14 giorni presso il domicilio già segnalato.

Queste disposizioni non valgono:

  • Per chi è in transito per l’Italia per raggiungere un altro stato (anche con mezzo di trasporto terrestre) purché l’eventualità venga segnalata alle autorità
  • All’equipaggio dei mezzi di trasporto
  • Al personale viaggiante di imprese con sede legale in Italia
  • Al personale sanitario in ingresso in Italia
  • Ai lavoratori transfrontalieri

Nell’articolo 5 del decreto viene anche imposta la sospensione di tutte le crociere “di navi con bandiera italiana”. Dette navi non possono imbarcare passeggeri in aggiunta e possono solo sbarcare i passeggeri già presenti nella destinazione di fine crociera con tutte le misure precauzionali del caso. Tutti i passeggeri italiani sbarcati, infine, saranno sottoposti a sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario di 14 giorni. I passeggeri esteri sono invece immediatamente trasportati nei paesi di provenienza a spese dell’armatore.

Le disposizioni sono valide dal 14 aprile al 3 maggio. Mentre scriviamo il decreto è pubblicato e firmato sul sito del Governo ma non ancora in Gazzetta Ufficiale: potete scaricare il documento completo qui

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