Ravello Festival, i 5 elementi chiave del successo

Ravello festival - foto: Pino Izzo

Questo articolo è di Antonella Guerra, laureata in Economia del Turismo e docente di Economia. Specializzata in Marketing Territoriale per la rubrica Local Tourism. Antonella ha curato progetti  per i Parchi e le Aree Protette con Vivilitalia e scrive per diverse testate. È abilitata come Direttore Tecnico di Agenzia di Viaggi e Turismo.

Giunto alla sua 67esima edizione, il Ravello Festival è uno degli eventi musicali più antichi d’Italia. Cresciuto nel nome di Wagner, rappresenta con la sua offerta uno degli appuntamenti estivi più importanti. Un festival musicale che, come strumento di marketing territoriale, coinvolge e valorizza risorse ed identità locali, con gli obiettivi di promuovere la Campania attraverso una sua destinazione turistica di eccellenza e di aumentarne la competitività con un progetto a lungo termine. L’evento è gestito e organizzato dalla Fondazione Ravello, che da gennaio vanta la presenza di Mauro Felicori, ex direttore della Reggia di Caserta, quale Commissario. Con Ermanno Guerra, Segretario Generale, abbiamo individuato gli elementi distintivi e le novità del Festival. La nuova edizione (17 aprile/20 ottobre) è stata, infatti, progettata come un “festival-sistema”, e sta riscuotendo un gran successo.

1 – Location

Un palco sospeso “nel vuoto”, a 340 metri sul livello del mare, nei giardini di Villa Rufolo, con vista sul Golfo di Salerno. Questa la location principale del Festival; un luogo suggestivo che trasmette raffinatezza ed armonia. Il concerto, allora, si trasforma in esperienza ed ogni elemento diviene parte integrante dell’offerta: suoni, luci, colori, paesaggio.
“Consiglio sempre a tutti di assistere almeno una volta nella vita ad un concerto del Ravello Festival – afferma Ermanno Guerra – è un’esperienza irripetibile, in uno scenario unico al mondo. Ravello è oggi una destinazione turistica affermata, meta del turismo internazionale, con un vantaggio enorme dal punto di vista strutturale ed organizzativo, ma anche con un potenziale straordinario. Il nostro obiettivo è quello di rafforzarne l’identità quale “Città della musica”, con importanti ricadute non soltanto per la Costiera Amalfitana, ma per l’intera regione Campania”.

I giardini di Villa Rufolo. Foto: Pino Izzo

2 – Musica

L’edizione 2019 vanta la direzione artistica del Teatro San Carlo di Napoli, con due sezioni principali: “Orchestra Italia”, omaggio a compositori e orchestre del Bel Paese e “La meglio gioventù”, in collaborazione con il Teatro Verdi di Salerno, con gli studenti dei conservatori campani e di altre città ospiti. “L’obiettivo è quello di rivalutare la tradizione sinfonica italiana in parallelo con la grande composizione europea, in una visione universale della cultura, lontana da ogni provincialismo. Vogliamo favorire la sinergia tra grandi istituzioni culturali e didattiche per favorire la condivisione e la crescita dei giovani talenti. In tal modo il Festival mantiene alta l’attenzione degli appassionati di musica ed intercetta nuovi target”.

3 – Innovazione

Il Ravello Festival, sostenuto, dalla Regione Campania, vede anche la presenza dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e di Città della Scienza, con eventi sull’intelligenza artificiale e le implicazioni tra scienza, musica e spettacolo. Il 23 luglio sul palco di Villa Rufolo una singolare esibizione: RoDyMan, robot progettato nell’università campana, ha diretto, con tanto di bacchette e spartito, l’Ensemble Strumentale del Conservatorio “G. Martucci” di Salerno. Presenti anche riferimenti alle Universiadi, attraverso performance di “atletismo musicale”. “Le sinergie istituzionali ed artistiche creano valore ed il Festival diventa così un racconto delle eccellenze regionali”.

4 – Aggregazione

La programmazione si distribuisce dalla primavera all’autunno, con eventi musicali differenti (concerti sinfonici, cameristici ed organistici). “Prolungare la durata rafforza, innanzitutto, la consapevolezza di Ravello quale “Città della musica”; rende, inoltre la destinazione attrattiva anche nei periodi di bassa stagione, incrementando e qualificando ulteriormente la sua offerta”.

5 – Valorizzazione

Il Festival è anche valorizzazione del patrimonio storico ed artistico. Se nell’edizione in corso il Duomo è stato inserito quale sede della sezione organistica, Felicori ha già lanciato nuovi spunti per le prossime edizioni: il Duomo come spazio protagonista e la diffusione dei concerti sul territorio in spazi in apparenza minori. “Tante sono le premesse perché Ravello diventi uno dei grandi poli di alta cultura operanti in Italia. Ed è questa la nostra sfida e l’obiettivo della Fondazione – conclude Ermanno Guerra”.


Local Tourism – una rubrica a cura di FuTurismo

Il racconto dai territori “in diretta” dalla viva voce di chi lo vive quotidianamente come professionista del turismo o imprenditore. È questo l’obiettivo della rubrica coordinata da Andrea Succi e Giancarlo Dell’Orco, due fra i co-founder di Futurismo, la prima Community di riferimento che integra l’Extralberghiero e il Turismo Esperienziale con il Marketing Territoriale.

Per maggiori informazioni:
Andrea Succi – Temporary Manager per le Destinazioni – Coach di Coordinatori Turistici Locali.
Giancarlo Dell’Orco – Destination Manager

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