Ricettività e settore immobiliare: a Milano conto salatissimo dopo covid-19

L’emergenza Covid-19 ha avuto un impatto fortissimo sulle attività ricettive e sul comparto immobiliare. Un primo bilancio, con rilevazioni e sondaggi che prendono in esame la situazione da inizio febbraio per arrivare a questi giorni di “lockdown” che stiamo attraversando, lo tracciano le associazioni aderenti alla Confcommercio milanese che rappresentano questi settori: Federalberghi Milano, Lodi, Monza Brianza (hotel); FIMAA Milano, Lodi, Monza Brianza (agenti immobiliari e d’intermediazione); Rescasa Lombardia (turismo in appartamento e residence).

Per gli alberghi la situazione è drammatica. Federalberghi Milano Lodi Monza e Brianza, da un’analisi dei dati di 60 imprese a Milano ed area metropolitana per un totale di 4.331 camere, stima, come fatturato di solo camere, un calo generale dei ricavi per il comparto di oltre 100 milioni di euro a marzo e più di 160 milioni di euro per aprile. “Considerando anche i servizi di ristorazione e sale riunioni con meeting ed eventi annullati – spiega il presidente degli albergatori Maurizio Naro – arriviamo ad una perdita complessiva di fatturato di oltre 350 milioni di euro”. Nei 60 hotel campione sono quasi 55mila le camere cancellate dal 1° marzo fino al 30 aprile (dove sono venuti e vengono a mancare eventi fieristici di primo piano come Expocomfort e Salone del Mobile). Esercizi alberghieri che, solo come personale interno, danno lavoro a 1.400 persone. Le ore di ferie e permessi già assegnate risultano quasi 76mila. “A Milano città – aggiorna Naro – sono ormai pochissimi gli alberghi aperti e abbiamo meno di 1.000 camere disponibili. A fronte di una disponibilità, in tempi normali, di 35mila camere”.

Non va meglio agli intermediari immobiliari: secondo un sondaggio promosso da FIMAA Milano Lodi Monza e Brianza quasi il 91% degli operatori d’intermediazione ha avuto già da inizio febbraio un calo di appuntamenti per la visita di immobili ed oltre il 71% ha registrato una riduzione degli incarichi professionali. Sono contestualmente diminuite – per oltre l’82% – le richieste di immobili residenziali, sia in acquisto sia in locazione. Numero dei contratti di locazione in calo per quasi il 59% degli agenti immobiliari.

Non è prevista una discesa immediata dei valori degli immobili: il mercato – rileva FIMAA Milano Lodi Monza Brianza – vive un momento surreale di attesa. I prezzi, per gli immobili in vendita o in locazione, risultano stabili: lo rileva oltre l’80% degli operatori (84,3% vendita – 85,3% locazione). Si è accentuata la tendenza a rinviare la definizione delle trattative già in atto: lo segnala più del 73%. E il circa il 44% stima che in ogni caso vi sarà una perdita generale di contrattazioni.

Nelle locazioni brevi/turistiche è plebiscitaria (100%) la previsione di un calo dei contratti: il 70% mette nel conto una perdita per quest’attività. L’85,7% rileva disdette di prenotazioni e l’80% ritiene che nelle locazioni brevi/turistiche i prezzi varieranno da qui a fine giugno (con un minor ricavo per il 63,2%).

Sono circa 2mila gli appartamenti gestiti dal campione di aziende che Rescasa Lombardia ha interpellato per verificare l’andamento delle imprese che operano come residence, case appartamento vacanze e foresterie. Aziende con un numero medio di 8 dipendenti. Nei residence e nelle case appartamento vacanze – rileva l’Associazione – il calo di fatturato (febbraio/inizio marzo) si attesta già sul 75% rispetto allo stesso periodo del 2019. Ma per i property manager, i gestori degli affitti brevi, la riduzione sale al 90% per le locazioni brevi, al di sotto dei 30 giorni, mentre tengono parzialmente quelle intermedie, entro i 12 mesi. Nell’area milanese, i property manager, settore molto dinamico all’interno di Rescasa, rappresentano complessivamente circa 6mila unità abitative su un totale di 15mila appartamenti presenti sulle OTA (agenzie d’intermediazione online). Tra dipendenti diretti, collaboratori e attività di servizi connessi, i property manager si avvalgono di circa 3.500 addetti. Il dato emblematico che riguarda questo segmento di operatori – sottolinea Rescasa Lombardia – è il numero impressionante di disdette pervenute nella settimana dal 21 al 29 febbraio con una perdita di 360mila euro di valore delle prenotazioni e ormai il bimestre marzo/aprile è totalmente compromesso.

“Di fronte al crollo delle locazioni brevi”, rileva Marco Mambretti, presidente di Rescasa Lombardia, “si assiste ad una parziale e fragile tenuta delle locazioni intermedie (entro i 12 mesi) in particolare attraverso l’attività di alcune multinazionali”. “La locazione breve – aggiunge Francesco Zorgno, consigliere Rescasa e coordinatore dei property manager per conto della Federazione Nazionale del Turismo in Appartamento – è fortemente penalizzata dalla mancanza di flussi turistici, come avviene per gli alberghi e tutte le strutture ricettive”.  “Mai come adesso – sottolinea – è necessario che gli operatori si muovano su strategie condivise, per gestire le criticità del momento e soprattutto per una rapida ed efficace azione di rilancio del turismo non appena saremo usciti dal tunnel dell’emergenza. Per questo abbiamo avviato un programma di supporto al mondo degli host e dei gestori in tutta Italia”.

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