Turtle tourism: la riscoperta del turismo responsabile tra conservazione e meraviglia

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Il 23 maggio si celebra la Giornata mondiale della tartaruga, un’occasione per riflettere sull’importanza di questi antichi rettili e sul ruolo crescente del turtle tourism, un segmento dell’ecoturismo che unisce osservazione, educazione ambientale e conservazione.

Le specie di tartarughe e i loro habitat

Esistono sette specie di tartarughe marine riconosciute: la tartaruga verde (Chelonia mydas), la liuto (Dermochelys coriacea), la caretta (Caretta caretta), l’embricata (Eretmochelys imbricata), l’olivacea (Lepidochelys olivacea), la di Kemp (Lepidochelys kempii) e la flatback (Natator depressus). Ognuna di queste vive in specifiche aree geografiche, dalle barriere coralline alle spiagge sabbiose, dai tropici alle acque temperate. Oltre alle specie marine, esistono centinaia di tartarughe d’acqua dolce e terrestri, come la tartaruga alligatore negli Stati Uniti o le tartarughe giganti delle Seychelles e di Aldabra.

Destinazioni emblematiche del turtle tourism

Il turismo legato all’osservazione delle tartarughe marine è cresciuto in tutto il mondo, offrendo esperienze uniche:

  • In Costa Rica, Tortuguero ospita oltre 100.000 nidi all’anno di tartarughe verdi.
  • In India, Gahirmatha Beach è celebre per le nidificazioni di massa delle olivacee.
  • In Australia, Raine Island è il sito più importante per la tartaruga verde.
  • In Messico, Mazunte è un modello di riconversione ecoturistica dopo la messa al bando della caccia alla tartaruga.
  • In Turchia, İztuzu Beach è uno dei principali siti di nidificazione della caretta nel Mediterraneo.
  • In Oman, Ras Al Jinz consente ai visitatori di assistere alla deposizione delle uova con tour controllati.
  • Le Seychelles sono tra le poche destinazioni dove si possono vedere le tartarughe giganti in libertà.

Le Galápagos: un ecosistema insostituibile per le tartarughe

Le isole Galápagos rappresentano una delle mete simbolo del turtle tourism e della conservazione naturalistica. Qui vive la Chelonoidis nigra, nota come tartaruga gigante delle Galápagos, una delle creature più longeve e imponenti al mondo. I visitatori possono ammirarle in riserve come quella di El Chato, sull’isola di Santa Cruz, o nel centro di allevamento di Puerto Ayora. Le Galápagos ospitano anche popolazioni di tartarughe verdi marine che nidificano sulle spiagge vulcaniche dell’arcipelago. Le autorità locali, con il supporto del Galápagos National Park e della Charles Darwin Foundation, regolano rigorosamente il flusso turistico per evitare ogni impatto negativo sugli habitat fragili dell’arcipelago.

La Caretta caretta in Italia: un patrimonio da proteggere

Anche le coste italiane sono teatro di un fenomeno naturale straordinario: la nidificazione della Caretta caretta, che da alcuni anni si sta intensificando soprattutto lungo le spiagge della Calabria, Sicilia, Puglia, Campania e Basilicata. La presenza di nidi è monitorata da numerosi enti, tra cui Legambiente, WWF, Stazione Zoologica Anton Dohrn, università e operatori locali, che collaborano alla tutela dei siti di nidificazione.

Durante la stagione estiva, volontari e biologi delimitano i nidi con reti e cartelli informativi, monitorano lo sviluppo delle uova e spesso organizzano attività di sensibilizzazione rivolte ai turisti. In alcune località, i visitatori possono assistere alla schiusa delle uova e alla corsa dei piccoli verso il mare, sempre nel rispetto di rigide regole per non disturbare gli animali. Le spiagge vengono anche sottoposte a limitazioni nell’illuminazione notturna e all’uso di mezzi meccanici per la pulizia, che possono compromettere la sopravvivenza dei nidi.

Conservazione e turismo responsabile

Il turtle tourism può essere una leva per la conservazione, quando gestito con competenza. Organizzazioni come SEE Turtles promuovono viaggi educativi e raccolgono fondi per proteggere le spiagge e finanziare i centri di recupero. In contesti non regolamentati, tuttavia, il turismo può arrecare gravi danni agli habitat di nidificazione, come dimostra il caso delle spiagge mediterranee spianate dai mezzi per fini estetici.

Per favorire un turismo sostenibile e rispettoso della biodiversità è fondamentale:

  • Partecipare solo a tour certificati e condotti da esperti.
  • Evitare l’uso di luci artificiali o flash nelle zone di nidificazione.
  • Non toccare gli animali o avvicinarsi ai nidi.
  • Sostenere le strutture che reinvestono in programmi di tutela.

Il turtle tourism, se ben pianificato, rappresenta uno strumento efficace per sensibilizzare il pubblico, sostenere le comunità locali e contribuire concretamente alla salvaguardia di queste meravigliose creature.

Autore

  • giorgia piras tonelli

    Giornalista e autrice freelance, Giorgia Piras Tonelli è nata a Nuoro nel 1994. Cresciuta tra le colline dell’entroterra sardo e il mare di Tortolì, ha sviluppato fin da giovane una passione per il racconto dei territori, delle persone e delle culture locali. Sensibile ai temi dell’inclusione, dell’ambiente e della rigenerazione urbana, è spesso coinvolta in iniziative che promuovono una narrazione più etica e partecipata del viaggio. Ama scrivere all’alba, leggere saggi e graphic novel, e alterna con naturalezza la vivacità milanese alle pause silenziose delle campagne sarde dove torna appena può.

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