Allarme catering e banqueting: “Dimenticatevi di noi e non ci saranno più eventi”

ANBC, Associazione Nazionale Banqueting e Catering, lancia un grido d’allarme al Governo per ricordare che, se non ci saranno indicazioni precise, concrete e immediate rischia di saltare un’intera industria, quella degli eventi. Il comparto Banqueting e Catering (Rif. Cod. Ateco 56.21.00) è seriamente preoccupato in considerazione delle specificità di settore e di come e quando prevedere una ri-partenza dato che è stato il primo settore ad essere in lockdown e l’ultimo a ripartire e non lo farà certo il 1° giugno: tutti gli eventi programmati sono stati spostati dalla primavera 2021 in poi. Fatturati azzerati per 65,5 mld di euro.

Gli imprenditori del banqueting, insieme al comparto degli eventi, costituiscono quell’industria – motivo anche di attrazione turistica – che produce con maestria e stile ricevimenti privati, aziendali e culturali: matrimoni, convegni, convention, fiere e molti degli appuntamenti significativi legati alla convivialità ed alla socialità, cuore dell’identità italiana. 1300 aziende direttamente coinvolte su tutto il territorio nazionale ed un indotto di circa 100.000 posti di lavoro.

“Non si possono più sprecare ore, giorni, mesi. Non c’è più tempo – spiega l’associazione – Crediamo, invece, che sia giunto il tempo di avere concretamente delle indicazioni chiare con tempistiche e protocolli tecnici e igienico-sanitari correlati alle nostre specificità, utili a permettere una ri-programmazione ed una ri-partenza seria e responsabile. Finora, tutti gli incontri informali, le richieste formali così come la manifestata disponibilità a lavorare insieme al Governo per individuare le disposizioni migliori e più responsabili, non hanno avuto esiti concreti. Manifestiamo, ancora una volta con responsabilità, la disponibilità al dialogo ed al confronto. Abbiamo bisogno di risposte immediate o l’unico triste e drammatico evento a cui assisteremo sarà il fallimento delle nostre imprese e la disperazione di migliaia di imprenditori e lavoratori”.

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