Si leggono sempre più spesso articoli riportanti le nuove occupazioni che la trasformazione digitale ha creato negli ultimi anni.

Se qualche anno fa la parola social media manager faceva paura ai più, oggi è ampiamente sdoganata, tanto che sono nate delle sotto categorie della stessa, come il growth hacker, un marketer che non è né un Social Media né un Online Marketing Manager.

Una via di mezzo? Non esattamente. Il growth hacker è una figura che si occupa a 360° della comunicazione aziendale: dalla progettazione alla vendita, dal marketing alla logistica nulla sfugge al growth hacker.

Una figura ibrida in grado di velocizzare e ottimizzare i processi aziendali mettendo in contatto reparti prima abituati a non parlarsi. Il termine, coniato da Sean Ellis, Marketer che è stato in grado di incrementare la crescita di aziende come Dropbox ed Eventbrite, ha come obiettivo finale la creazione di un team più ristretto e polifunzionale.

Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento vi segnaliamo questo articolo pubblicato da Ninja Marketing.

Ma anche nel marketing non si guarda solo al futuro.

Sempre più aziende fanno ricorso al “nostalgia marketing”, di cui il recente rilancio del Nokia 3310 rappresenta l’esempio più eclatante. Per molti l’ultima cartuccia di aziende che non hanno più nulla da dire in ambito di innovazione, per altri una reale opportunità di business.

In uno dei suoi recentissimi video Marco Montemagno ha portato l’esempio dei diversi supermercati londinesi che in periodo natalizio fanno leva sui ricordi del passato e della giovinezza per vendere più prodotti.

Un altro piazzista di livello in termini di nostalgia marketing è stato Donald Trump che sul nostalgico slogan elettorale “Make America Great Again” si è garantito la presidenza degli Stati Uniti.

Growth hacker e nostalgia marketing, cosa c’entrano con gli event manager?

Diciamolo francamente, la figura dell’event manager come eravamo abituati a conoscerla non esiste più. Oggi l’event manager non deve solo calcolare il ROI, spuntare i migliori prezzi, e assicurarsi che l’evento si svolga alla perfezione con la massima cura dei partecipanti.

La comunicazione digital ha imposto alle aziende una maggiore attenzione e competenza in questo campo, a volte investendo in corsi di formazione per aumentare le skills dei propri collaboratori, a volte inglobando il reparto eventi in più ampi rami della compagnia.

Questo vale per le aziende ma in alcuni casi anche per le strutture alberghiere.

Ma non c’è da disperare: per chi non vuole accettare la trasformazione digital c’è ancora un’ancora di salvezza e si chiama nostalgia marketing.

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