Il Turismo passa a Palazzo Chigi: Meloni assume l’interim dopo l’addio di Santanchè

meloni santanchè

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha assunto ufficialmente l’interim del Ministero del Turismo, a seguito delle dimissioni di Daniela Santanchè. La decisione è stata formalizzata dopo un colloquio telefonico tra la Premier e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale ha firmato il decreto di conferimento dell’incarico.

La nota ufficiale di Palazzo Chigi

Nel comunicato diramato dalla Presidenza del Consiglio, emerge una linea di continuità e riconoscimento per il lavoro svolto finora:

“Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto oggi un colloquio telefonico con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per proporre l’assunzione dell’interim del Ministero del Turismo. Il Capo dello Stato ha poi firmato il decreto per il conferimento dell’interim.

Il Presidente Meloni rivolge un ringraziamento al Ministro Santanchè, che in questi anni ha lavorato con grande dedizione e ha assicurato il proprio contributo alla ripresa e al rilancio del turismo italiano.

Il Governo continuerà a lavorare per sostenere e valorizzare un asset strategico dell’economia nazionale, che assicura prosperità, benessere e prestigio internazionale all’Italia.”

Il contesto delle dimissioni

L’uscita di scena di Daniela Santanchè non è stata un fulmine a ciel sereno. Le dimissioni sono arrivate a seguito di un forte pressing politico legato sia alle note vicende giudiziarie che hanno interessato l’ex Ministra, sia all’esito del recente referendum sulla Giustizia. La Premier ha caldeggiato pubblicamente le dimissioni del ministro scegliendo la strada della “sensibilità istituzionale” per evitare che le vicende personali e legali dei singoli membri dell’esecutivo potessero offuscare l’azione di governo, specialmente in una fase in cui il turismo ha mostrato numeri da record, superando i livelli pre-pandemici.

Scenari futuri: cosa succede ora

L’assunzione dell’interim da parte di Giorgia Meloni è, per natura, una soluzione temporanea, ma apre la strada a diverse ipotesi politiche e strategiche, a seconda della durata dell’interim:

1. Il rimpasto di governo “mirato”

L’interim potrebbe essere il preludio a un rimpasto più ampio. Oltre al Turismo, restano aperti i nodi legati alle dimissioni del sottosegretario Delmastro e della capa di gabinetto Bartolozzi. Meloni potrebbe decidere di attendere qualche settimana per procedere a una redistribuzione delle deleghe che riequilibri i pesi tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia (quest’ultima alle prese anche con il cambio della guardia al Senato dopo l’addio di Maurizio Gasparri), con una nomina politica.

2. Il “Ministro Tecnico” o il “Ministro Ombra”

Tra i nomi che circolano per la successione definitiva al Turismo, spicca quello di Gianluca Caramanna, attuale responsabile del settore per FdI, già consigliere del ministro Santanchè e figura di fiducia della Premier. L’obiettivo in questo caso sarebbe quello di affidare il dicastero in tempi brevi a un profilo tecnico-politico che garantisca continuità operativa a dossier caldi che vanno dai fondi PNRR alla Guerra in Iran, senza tralasciare hub Italia.it, esame guide turistiche, direttiva pacchetti, ddl recensioni, regolamentazione affitti brevi e molte altre questioni ancora in sospeso.

3. Interim alla Presidenza del consiglio fino a fine legislatura

La meno probabile ma che potrebbe essere dettata dalla volontà di un’accelerazione sui dossier legati al PNRR. Il turismo non è più considerato un settore “minore”, ma un asset che vale circa il 10% del PIL italiano. La gestione diretta di Palazzo Chigi potrebbe servire a blindare i fondi europei e a rafforzare la promozione dell’Italia.

I Papabili: il “Totonomi” per via della Ferratella

La caccia al successore è aperta. Fratelli d’Italia rivendica la titolarità del dicastero, ma non si escludono sorprese tecniche o riequilibri politici. Ecco i nomi più accreditati:

  • Gianluca Caramanna (FdI): Il deputato e consigliere uscente della Santanchè è considerato l’uomo dei dossier. La sua nomina rappresenterebbe la scelta della continuità tecnica e della competenza specifica nel settore.
  • Tommaso Foti o Lucio Malan: I due capigruppo (rispettivamente alla Camera e al Senato) sono profili di alto peso politico. Una loro promozione servirebbe a “blindare” il ministero con una figura di provata fedeltà alla premier.
  • Sara Kelany (FdI): Deputata in ascesa, il suo nome circola come possibile opzione per mantenere una rappresentanza femminile nel gabinetto dopo l’addio di Santanchè.
  • L’ipotesi Zaia: Nelle ultime ore è emersa la suggestione di un profilo amministrativo forte come quello di Luca Zaia. Sebbene difficile (comporterebbe un riequilibrio con la Lega), la sua figura garantirebbe una spinta fortissima al comparto turistico del Nord e del Veneto.
  • Un Tecnico di area: Non è esclusa l’individuazione di un manager del settore o di un accademico di spicco, per “depoliticizzare” il ministero e proteggerlo dalle polemiche giudiziarie che hanno travolto la gestione precedente. La stampa da il nome di Malagó e di figure interne all’Enit.

Il clima politico

Le dimissioni, accompagnate dal celebre “obbedisco” di garibaldina memoria nella lettera della Santanchè, lasciano comunque un velo di amarezza. La senatrice ha sottolineato di aver ceduto solo su richiesta esplicita della premier, ribadendo la propria innocenza. Ora la palla passa a Giorgia Meloni, che dovrà dimostrare di saper trasformare questa crisi in un’opportunità di rilancio per l’ultima fase della legislatura.

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