La camera standard dell’hotel sta cambiando con i tempi per soddisfare meglio le esigenze dell’ospite moderno.

Ancora una volta si tratta di vincere la scommessa coi Millenials, che si dice preferiscano lavorare in uno spazio più casual. O forse si tratta solo di far tornare i conti agli albergatori?

Deskless room

Uno degli argomenti più controversi riguarda la scomparsa della tradizionale scrivania da molte stanze d’albergo delle grandi catene, sostituite da cosiddetti “flexible working places”.
Il brand Hilton Tru, ad esempio, ha rimpiazzato le vecchie scrivanie con sedie che hanno incorporato il tavolino per il laptop, Vib di Best Western utilizza come scrivania un pannello dietro alla testata del letto, Kimpton del gruppo IHG mette in camera sofà e coffee table e Marriott ha annunciato un refurbishing che prevede l’introduzione di tavolini al posto della tradizionale scrivania.

L’obiettivo? Creare un’atmosfera più moderna che sappia attrarre una clientela più giovane.

Questi cambiamenti, però, sembrano non piacere ai business traveller più tradizionali, e nei forum dei Frequent Flyers sono apparse liste di “hotel da evitare” perché le camere non hanno la scrivania. Alcuni post che reclamano il ritorno della scrivania sono diventati virali.

Ma, nonostante le voci contrarie, il trend oramai è irreversibile. Non è detto che tutti siano contenti, ma eliminare scrivanie e armadi dalle camere si traduce in un risparmio di decine di migliaia di dollari nel costo di costruzione di ogni camera.

Room service

Secondo il New York Times, il servizio in camera è entrato nella lista delle “specie in pericolo” da quando nell’agosto del 2013 il New York Hilton Midtown lo ha eliminato.

Molti hotel offrono un’ampia varietà di opzioni grab and go all’interno dell’albergo o nei distributori automatici. Ma se vi siete già preparati per andare a letto e non volete rischiare di incontrare i colleghi in pigiama in corridoio, cosa dovete fare?
Secondo Frommer – casa editrice specializzata in guide turistiche – in America alcuni hotel dedicati ai business traveller consentono alle app di food delivery come Grubhub, Postmates, UberEats, Amazon Prime Now di consegnarvi il cibo in camera.

Mini Bar

Mai successo di aprire il minibar e non trovare niente che vi piaccia? Problema risolto!

Marriott ha annunciato il Build Your Own Mini Bar, disponibile in 28 proprietà in California, Colorado, Oregon, Utah e Washington. Gli ospiti che scelgono questa opzione ricevono ogni giorno 20 dollari da utilizzare nel negozio dell’albergo The Market che vende prodotti alimentari e bevande.

Ecco altre facilities che, secondo hotelmenagement.net, sono inutili o completamente obsolete, e probabilmente scompariranno dalle stanze d’albergo, (a meno che non siano già scomparse…)

  • I copriletto, che finiscono subito per terra in un angolo
  • I cuscini decorativi sul letto, (vedi sopra)
  • Le Bibbie nel cassetto, che potrebbero essere viste negativamente dai non cristiani
  • Le brochure sull’albergo e sul loyalty program che nessuno guarda
  • Gli asciugamani sul letto piegati in forma di cigno o cuore
  • Il telefono in bagno, che una volta era simbolo di lusso
  • Il cambio delle lenzuola giornaliero, specialmente negli hotel eco-friendly
  • Il Business centre, che più nessuno usa
  • Il bancone della reception, rimpiazzato da una lobby aperta e flessibile

Autore

  • Roberta F. Nicosia

    Laureata in Geografia, giramondo e appassionata di fotografia, Roberta F. Nicosia parla quattro lingue ed è la nostra inviata speciale. A dieci anni, complice la copia di National Geographic che ogni mese trovava sulla scrivania e i filmini Super8 del papà, sapeva già dove erano il Borobudur, Borocay o Ushuaia e sognava di fare il reporter. Sono suoi quasi tutti gli articoli sulle destinazioni e le foto apparsi sul nostro Magazine. Dopo una parentesi con ruoli manageriali nel campo della comunicazione e dell’advertising, si è dedicata alla sua vera passione e negli ultimi vent’anni ha collaborato con riviste leisure come Panorama Travel, D di Repubblica, AD, specializzandosi poi nel MICE con reportage di viaggio, articoli su linee aeree e hotellerie. È stata caporedattore e direttore di diverse riviste di questo settore, e ha pubblicato una trentina di Guide Incentive con la collaborazione degli Enti del Turismo italiani.

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  • Roberta F. Nicosia

    Laureata in Geografia, giramondo e appassionata di fotografia, Roberta F. Nicosia parla quattro lingue ed è la nostra inviata speciale. A dieci anni, complice la copia di National Geographic che ogni mese trovava sulla scrivania e i filmini Super8 del papà, sapeva già dove erano il Borobudur, Borocay o Ushuaia e sognava di fare il reporter. Sono suoi quasi tutti gli articoli sulle destinazioni e le foto apparsi sul nostro Magazine. Dopo una parentesi con ruoli manageriali nel campo della comunicazione e dell’advertising, si è dedicata alla sua vera passione e negli ultimi vent’anni ha collaborato con riviste leisure come Panorama Travel, D di Repubblica, AD, specializzandosi poi nel MICE con reportage di viaggio, articoli su linee aeree e hotellerie. È stata caporedattore e direttore di diverse riviste di questo settore, e ha pubblicato una trentina di Guide Incentive con la collaborazione degli Enti del Turismo italiani.

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