Riyadh è stata scelta come città ospitante per l’Expo 2030, superando le altre due candidate finaliste, Roma e Busan con un risultato di due terzi dei voti alla prima votazione: 119 voti su 182 delegati del BIE (Bureau International des Expositions) contro i 29 della città sudcoreana di Busan e i 17 di Roma. Questa vittoria rappresenta un traguardo storico per l’Arabia Saudita e un punto di svolta nel suo ambizioso programma Vision 2030. E’ anche il secondo grande successo diplomatico dei paesi del Golfo, dopo i mondiali in Qatar dello scorso anno. La scelta di Riyadh è stata accolta con grande entusiasmo in Arabia Saudita, dove si prevede che l’evento attiri circa 40 milioni di visitatori e registri un miliardo di visite virtuali. L’Expo 2030 è visto come un’opportunità per l’Arabia Saudita di presentarsi al mondo in una nuova luce, promuovendo la sua immagine globale e le sue ambizioni di modernizzazione.

La vittoria di Riyadh ha anche suscitato reazioni contrastanti a livello politico. Mentre alcuni vedono questa scelta come un segno di apertura e progresso per l’Arabia Saudita, altri esprimono preoccupazioni relative ai diritti umani e alla libertà di espressione nel paese. Nonostante ciò, la diplomazia internazionale è stata quasi plebiscitaria sul sostegno a Riyadh e il supporto di numerosi paesi chiave ha giocato un ruolo cruciale nel garantire la vittoria della capitale saudita alla prima votazione.

Per Roma e l’Italia, invece, la decisione è stata una grande fonte di delusione. Nonostante un’offerta forte, incentrata sui valori dei diritti umani e della democrazia, e il pieno sostegno politico del governo italiano, Roma ha ottenuto un numero di voti molto lontano dall’idea di poter competere per l’assegnazione. L’Italia aveva sperato di replicare il successo dell’Expo 2015 di Milano, puntando sull’Expo 2030 come catalizzatore per ulteriori investimenti e rinnovamento economico, ma forse proprio la vicinanza temporale con l’ultimo Expo in Italia ha giocato a sfavore, così come per Busan, dove un eventuale Expo sarebbe seguito a quello di Osaka in Giappone nel 2025.

Il CEO e Membro del Consiglio di Saudi Tourism Authority, Fahd Hamidaddin, ha espresso grande entusiasmo per il risultato, affermando che l’Expo 2030 sarà un potente catalizzatore per la crescita del settore turistico del paese. Ha inoltre invitato i partner commerciali a sfruttare questa opportunità unica per contribuire allo sviluppo sostenibile del turismo saudita.

In termini di infrastrutture turistiche, l’Arabia Saudita si sta preparando intensamente. Attualmente, dispone di oltre 400.000 camere d’albergo, con l’obiettivo di raggiungere le 854.000 entro il 2030. Il piano di sviluppo dell’Aeroporto Internazionale Re Salman a Riyadh mira a posizionare la città come un hub globale di viaggio e commercio, puntando a raggiungere 120 milioni di passeggeri nei prossimi sette anni. Questo sviluppo è fondamentale per migliorare l’accessibilità a Riyadh e al resto del paese.

L’Arabia Saudita sta anche ospitando importanti eventi sportivi e culturali, come il FIFA Club World Cup, il circuito di Formula 1 di Jeddah Corniche e incontri di boxe di rilievo. Questi eventi contribuiscono a rafforzare la posizione del paese come polo centrale per gli eventi a livello mondiale. Per quanto riguarda l’Expo 2030, si prevede un’affluenza di circa 40 milioni di visitatori sul sito e oltre un miliardo di visite digitali ai padiglioni nel pavilion storico del metaverso. L’evento occuperà oltre 6 milioni di metri quadrati e includerà 246 partecipanti unici.

Questo annuncio segue il successo di Expo 2020 a Dubai e precede la partecipazione dell’Arabia Saudita all’Expo 2025 di Osaka, Giappone. Da quando ha aperto le porte al turismo internazionale nel 2019, l’Arabia Saudita ha compiuto progressi significativi nel rendere il paese più accessibile, con l’introduzione del programma di E-Visa, disponibile ora in oltre 59 paesi, facilitando così l’ingresso ai visitatori internazionali.

Condividi:

Di Domenico Palladino

Domenico Palladino è editore, consulente marketing e formatore nei settori del travel, della ristorazione e degli eventi. Dal 2019 è direttore editoriale di qualitytravel.it, web magazine trade della travel & event industry. Gestisce inoltre i progetti editoriali di extralberghiero.it, dedicato agli operatori degli affitti brevi e cicloturismo360.it, per gli amanti del turismo su due ruote. Ha pubblicato per Hoepli il manuale "Digital Marketing Extra Alberghiero". Laureato in economia aziendale in Bocconi, indirizzo web marketing, giornalista dal 2001, ha oltre 15 anni di esperienza nel travel. Dal 2009 al 2015 è stato web project manager del magazine TTG Italia e delle fiere del gruppo. Dal 2015 al 2019 è stato direttore editoriale di webitmag.it, online magazine di Fiera Milano Media dedicato a turismo e tecnologia, poi ceduto a Quine - LSWR edizioni. Per contattarlo: domenico.palladino@qualitytravel.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *