Ad appena due settimane dal primo check-in, lo YellowSquare di Milano si sta già ritagliando il suo spazio nella mappa del centralissimo quartiere di Porta Romana, punto di riferimento dell’offerta culturale e di intrattenimento del capoluogo lombardo. Tra il Teatro Parenti e i Bagni Misteriosi, in via Lattuada 14, questo ostello di ultima generazione con 98 posti letto misti e 29 camere private, mantiene la promessa di far incontrare lo spirito cosmopolita dei viaggiatori zaino in spalla con la curiosità dei locals e nella settimana della moda fa già segnare il suo primo “sold out”. Questo grazie all’ottima fama guadagnata nelle piattaforme per ostelli, che portano un’ampia clientela giovane e internazionale, e una sapiente distribuzione su tutti i canali, dalla cura del diretto che ha portato il 30% delle prenotazioni con la miglior tariffa garantita, i tour operator come EF e Contiki che contribuiscono per un 10%, mentre il restante arriva dalle classiche OTA, inclusa Airbnb.

YellowSquare è una “piazza” aperta 7 giorni su 7, 24 ore su 24, un luogo fisico di incontro e un catalizzatore di giovani energie: due palazzine, 98 posti letto in dormitori misti (prezzi tra i 25 e i 35 euro) e 29 camere private (da 65 a 110 euro), ma anche tanti spazi comuni aperti al pubblico. Nelle aree condivise, su un totale di oltre 1.800 metri quadrati, si trovano: un bar che non dorme mai e una grande sala eventi per incontri e musica dal vivo da 150 persone, un rilassante cortile privato, lo spazio co-working Smart Square, un Dance Club sotterraneo, una grande cucina per pasti condivisi e per cooking class, l’hair-saloon firmato Contesta Rock Hair e una Play Area dove cimentarsi con fitness, arti e danza.

La pista da ballo di Yellowsquare Milano

YellowSquare ridefinisce il concetto stesso di ostello: non più un semplice posto dove dormire, ma un vero e proprio hub esperienziale in cui fare nuove conoscenze, cimentarsi in lezioni di cucina o di dj-set, scoprire la città da vero local, fare yoga al tramonto e ascoltare musica. Uno spazio, fisico ma anche mentale, che si rivolge a un nuovo tipo di viaggiatore, un esploratore metropolitano che ha voglia di uscire dalla propria comfort zone, lontano dal concetto tradizionale di turista. C’è spazio inoltre anche per nomadi digitali e smart workers che possono accomodarsi al bar o nelle apposite postazioni che sono anche prenotabili insieme a una camera per periodi di due settimane.

Rispetto, inclusione e sostenibilità sono tra i pilastri della cultura YellowSquare, sin da quando i fratelli Fabio e Marco Coppola aprirono, ancora teenagers, il primo ostello a Roma, nel 1999. Quei pilastri sono oggi resi vivi e tangibili nella composizione e nella formazione dello staff e in tutte le scelte di gestione e di comunicazione.

yellowsquare

La sensibilità per la sostenibilità, per esempio, si concretizza sia nei servizi green 100% plastic-free del bar e della cucina, sia nella decorazione degli spazi: in ogni camera gli ospiti trovano dei murales di un animale italiano in via d’estinzione realizzati dallo street artist Lorenzo Ticci in arte Cancelletto e, scansionando il QR code preposto, possono scoprire piccole e preziose storie animate sull’animale protagonista, realizzate da Julio Martinez in arte Waiki Toons.

Coerente con la storia e l’identità milanese è, invece, l’innovativo tech-design in metallo dei mobili delle stanze e delle strutture che caratterizzano tutti gli spazi comuni: dall’accoglienza all’ingresso, all’ombreggiato cortile. E non manca un tributo speciale alle iconiche guglie del Duomo, stilizzate nell’arredamento e nel light design della grande sala eventi.

La sala eventi di YellowSquare Milano

L’apertura della sede di Milano ha rappresentato un grande passo per la crescita del fenomeno YellowSquare per i due giovani co-founders Fabio e Marco Coppola, a 22 anni dall’apertura del loro primo “party hostel” romano. “Credo che l’approccio aperto e informale di YellowSquare risponda al meglio alla voglia di ritorno alla condivisione di tutti i viaggiatori, dopo l’esperienza della pandemia”, commenta Fabio, Chief Visionary Officer di YellowSquare. Gli fa eco Marco, Chief Navigator Officer: “E ci piace l’idea di ripartire da Milano, una città da sempre votata alla scoperta e alla curiosità. Per questo speriamo di diventare un punto di riferimento anche per il quartiere e per i milanesi”. Luigi Boccaforno, terzo socio e cugino dei due co-founders, guarda ancora più avanti e annuncia l’ulteriore crescita della famiglia YellowSquare: «Non abbiamo nessuna intenzione di fermarci ed entro poche settimane inaugureremo anche un terzo ostello. Ci vediamo a novembre, allo YellowSquare di Firenze».

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