FTO, la Federazione Turismo Organizzato di Confcommercio ha scelto Malta come sede della propria Convention 2024 in ragione della crescente attrattività dell’arcipelago. L’evento si è tenuto lo scorso weekend al Dragonara hotel di Malta con circa 60 delegati in rappresentanza dei 1.900 iscritti all’associazione. Tra i partecipanti anche la direttrice italia di Visit Malta, Ester Tamasi, e il ministro del Turismo di Malta, Clayton Bartolo.

“Malta è sempre più capace di diversificare l’offerta, affiancando ai tradizionali punti di forza del turismo balneare, sportivo, culturale o legato alla formazione e all’apprendimento delle lingue interessanti proposte nell’ambito Mice, dei viaggi d’affari o del lusso – ha detto Gabriele Milani, Direttore nazionale di FTO -. La nostra presenza e quella di una rappresentanza d’eccellenza dei nostri associati attestano l’ottimo lavoro svolto dalla Malta Tourism Authority, lavoro che corrobora l’antico sodalizio con l’industria italiana del Turismo organizzato e il forte legame che tradizionalmente unisce i due Paesi al centro del Mediterraneo”.

“Esprimo a nome di Malta Tourism Authority tutta la gratitudine nei confronti di FTO per aver scelto Malta come meta per la Convention 2024 – ha aggiunto Ester Tamasi, Direttore Malta Tourism Authority Italia -. Per il sistema turistico dell’Arcipelago si tratta di un riconoscimento sia dell’interesse verso la destinazione che della qualità dei servizi turistici disponibili, su cui il rinnovo di investimenti e l’innovazione sono continui. Ospitare una selezione così autorevole di operatori italiani ci permette ancora una volta di dimostrare la potenzialità delle attrattive di Malta e Gozo e le possibilità offerte dai servizi locali. Ritengo che si tratti di un’occasione che rafforzerà e incrementerà le collaborazioni in ambito turistico tra Italia e Malta che già si posano su solide basi: nel 2023 l’Italia è diventata il primo mercato per arrivi turistici, un dato che conferma il legame stabile che unisce i due Paesi ed il lavoro svolto in sinergia”.

Nel corso della convention sono stati illustrati i dati del Centro studi di Fto – Federazione turismo organizzato di Confcommercio sul traffico aereo: nel periodo gennaio-novembre 2023 l’incoming in Italia sulle rotte internazionali ha pesato per il 57% del totale, contro il 43% di outgoing. Nei primi undici mesi del 2019, ultimo anno pre-pandemia, il rapporto era sostanzialmente assimilabile: 56% a 44%. Il tasso di recupero dell’anno scorso sull’ultimo anno pre-pandemia è finalmente positivo, 104%, trainato soprattutto da Medio Oriente e Nord Africa, a testimoniare la piena ripresa del traffico aereo dopo il Covid. Rispetto alle varie aree del mondo, l’outbound addirittura sopravanza l’inbound per l’Africa (76%) e l’Asia Centrale (54%), ma nel 2023 anche per l’estremo Oriente (54%), per il quale si prevede un pieno recupero alla luce delle restrizioni ai viaggi in alcuni Paesi che sono state tolte l’anno scorso. Mentre l’incoming svetta sulle tratte del Nord America (72% a 28%) e dell’Oceania (81% a 19%). L’Europa rappresenta quasi l’80% della domanda complessiva, ma il dato considera il point to point e non scorpora le tratte con scalo continentale intermedio.

“Il Nord America, per il peso e la qualità dei flussi turistici alto spendenti, è stato determinante a beneficio del settore in Italia nel 2023 e ci aspettiamo una conferma se non una crescita nel 2024 insieme a tutto il comparto di lungo raggio. Questi numeri dimostrano anche il valore fondamentale dell’outgoing, che garantisce la connettività del nostro sistema Paese. Rileviamo infatti quanto il dibattito sul trend del turismo si concentri unicamente sui volumi e sull’andamento degli arrivi, delle presenze, dei servizi e della spesa dei turisti nel nostro Paese – spiega Franco Gattinoni, presidente di Fto – Il turismo è bidirezionale e i viaggi all’estero dei nostri connazionali incidono fortemente, nelle valutazioni di investimento nelle rotte dei vettori aerei perché garantiscono sostenibilità, profittabilità e bilanciamento del rischio di ‘mercato’. Senza dimenticare il valore aggiunto e quindi il contributo al Pil nazionale, in termini di investimenti e occupazione, e all’erario da parte della filiera che supporta la gestione dei viaggi degli italiani prima della partenza. Si tratta di un fronte sul quale il Turismo organizzato gioca un ruolo fondamentale nel contemperare quantità e qualità, coniugando le esigenze di crescita e il rispetto dei luoghi, contro l’overtourism e le distorsioni del ‘mordi e fuggi’, intercettando in anticipo e favorendo i migliori trend di mercato”.

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