Con il suo arrivo, l’organizzazione di imprese del turismo sta cambiando molte cose. Dalla sede storica, che passa da Londra a Madrid, alla ceo, che vede tornare Gloria Guevara in sostituzione di Julia Simpson che già aveva dovuto disertare il Summit di Roma per motivi di salute. Ma dall’intervista concessa a QualityTravel, Lefebvre indica in quale direzione il Wttc vuole spingere i movimenti turistici e su quali temi sensibilizzare i Governi.
È il primo italiano a guidare il Wttc, World travel and tourism council, un’associazione nata 25 anni fa e alla quale aderiscono operatori del settore turistico di tutto il mondo: Manfredi D’Ovidio Lefebvre, imprenditore tra i più noti nel settore delle crociere di lusso, è figlio d’arte. Il padre, Antonio, armatore e giurista, considerato l’autore del Codice della navigazione, ha fondato la Silversea Cruises, venduta poi da Manfredi al Royal Caribbean Group nel 2018, giusto alla vigilia della pandemia. Con un patrimonio stimato di 2,4 miliardi di euro, quest’anno è stato inserito da Forbes nella classifica degli italiani più ricchi.
A passargli il testimone è stato Greg O’Hara, chairman del Wttc nei due anni precedenti. Altra figura di rilievo nel panorama turistico, O’Hara è il finanziere americano che ha fondato Certares, fondo d’investimenti specializzato nel turismo, e che da qualche anno ha scelto di vivere a Milano.
Il passaggio di consegne si è svolto lo scorso settembre proprio in Italia, che ha ospitato a Roma il 24°Global Summit, l’appuntamento più importante che ogni anno riunisce i soci dell’associazione per dibattiti e, soprattutto, incontri riservati tra amministratori delegati di grandi gruppi economici e tra esponenti politici che, altrimenti, sarebbe difficile poter trovare nello stesso edificio e nello stesso momento. In quell’occasione, Gloria Guevara è subentrata come ceo facente funzioni a Julia Simpson, assente per motivi di salute. La nomina ufficiale è arrivata lo scorso 19 gennaio.
Quest’associazione è poco conosciuta dal largo pubblico ma ha un peso determinante nelle scelte di Governi e imprese di dimensioni planetarie.
A dirlo è lo stesso Lefebvre: “Il nostro ruolo al Wttc è garantire che i Governi di tutto il mondo pongano il turismo al centro delle decisioni politiche. Questa è la nostra missione”.
Il legame con la politica era stato definito già prima della nascita del Wttc. Nel 1989, durante un incontro a Parigi, l’allora segretario di Stato Usa, Henry Kissinger, auspicò la creazione di un’organizzazione rappresentativa dell’intero settore turistico che superasse le frammentazioni delle varie categorie. L’anno dopo, a Washington si svolse la riunione costitutiva con 32 membri fondatori.
Subito dopo la convention romana, è stata presa la decisione di spostare la sede storica londinese, dove il Wttc era nato nel 1990, per rientrare nel territorio dell’Unione europea. La nuova sede sarà a Madrid, che ha così vinto sull’Italia e sulla Svizzera. Quest’ultima, pur non essendo un Paese membro Ue, non presenta le difficoltà che hanno reso più complicato operare nel Regno Unito dopo Brexit: dalla mobilità delle persone, con frontiere tornate all’epoca pre-Shengen, ai costi operativi fino alla difficoltà di reclutare figure con profili adatti.
Tra gli oltre 200 dipendenti dell’organizzazione, dei quali quasi 60 nella sede di Londra, ci sono anche specialisti di ricerche di mercato e studi economici che ogni anno producono indagini sui fenomeni del turismo nel mondo sia sotto l’aspetto economico che per le ricadute sociali. Report che gli addetti ai lavori considerano di grande interesse per programmare attività imprenditoriali e iniziative politiche. L’ultimo, presentato a Global Summit di Roma, era dedicato al futuro delle professioni nel turismo e rivela un dato preoccupante: sono 43 milioni i lavoratori che le industrie del settore, in tutto il mondo, non riusciranno a reperire.
E trovare ricercatori con le competenze adeguate è diventato difficile anche a Londra.
Ma il trasloco a Madrid non è l’unico segnale che il Wttc ha preso una nuova direzione. Nell’intervista rilasciata a QualityTravel, lo stesso Lefebvre lascia intendere che l’impegno dell’organizzazione deve essere rivolto più alle destinazioni e ai mercati occidentali, rispetto alle località dei Paesi in via di sviluppo com’è stato negli ultimi anni. E, a conferma, dopo la scelta dell’Italia per il Global Summit, l’anno prossimo toccherà a Malta: due Paesi del Mediterraneo che ospitano in successione l’appuntamento più importante del Wttc. Un cambio di rotta, rispetto alle scelte degli ultimi anni: Filippine, Arabia Saudita, Ruanda, Australia. Anche se, va detto, la più affollata è stata sicuramente l’edizione di Riyadh, dove si ritrovarono i ministri del turismo di ben 37 Paesi. Ma quello saudita non si può definire un Paese in via di sviluppo. E anche se il turismo non era mai stato consentito prima della pandemia, la famiglia reale hanno messo in campo investimenti talmente colossali che già oggi è tra le mete più importanti del globo.

