Trenitalia ha acquisito il programma di fedeltà Millemiglia, precedentemente appartenente ad Alitalia. Questa mossa permette a Trenitalia di esplorare sinergie con le proprie offerte di fidelizzazione, potenziando così le proprie strategie promozionali attraverso una banca dati di oltre 6,2 milioni di iscritti al programma Millemiglia, successivamente rinominato MyMiglia. L’acquisizione include l’incorporamente dell’intera società di gestione Italia Loyalty, nonché la conservazione dei 30 dipendenti, che ora saranno integrati nel Gruppo Ferrovie dello Stato. Non è noto il valore di acquisizione, nè le effettive sinergie che potranno essere effettuate con i programmi fedeltà di Trenitalia, come Cartafreccia che conta oltre 10 milioni di iscritti, probabilmente in buona parte sovrapponibili a quelli di Millemiglia, almeno per quanto riguarda gli iscritti italiani. Sicuramente è molto difficile che i punti precedentemente accumulati possano essere nuovamente valorizzati, date le vicissitudini societarie del programma. Si può ipotizzare che potrebbero essere offerti dei benefit a chi decide di convertire la propria iscrizione Millemiglia in adesione a Cartafreccia.

Cos’è successo al programma Millemiglia

Dopo la chiusura di Alitalia, storica compagnia di bandiera italiana che ha intrapreso il suo ultimo volo il 15 ottobre 2021, ITA Airways aveva rilevato il marchio ma non il programma fedeltà dato che la Commissione Europea aveva stabilito che ITA e Alitalia dovessero essere considerate entità separate, introducendo così una cosiddetta discontinuità economica che ha esonerato ITA da oneri precedenti​. ITA ha così avviato un nuovo programma fedeltà, Volare, che oggi è vicino alla soglia dei 2 milioni di iscritti.

Nonostante le difficoltà e la disconnessione con ITA Airways, il programma Millemiglia è però rimasto attivo, permettendo ai suoi membri di continuare ad accumulare e spendere miglia attraverso una rete di partner, mentre la società di gestione, Alitalia Loyalty, controllata di Alitalia, ha cambiato nome in Italia Loyalty, ed è partita alla ricerca di un nuovo acquirente. Ma il primo tentativo di vendita, per una base d’asta di 50 milioni di euro, è andato deserto e la società non ha potuto far altro che cercare di preservare il valore dei punti accumulati rinnovandone la validità. Purtroppo anche un secondo tentativo di vendita è andato a vuoto e il programma, che nel 2021 aveva 10 milioni di utili, ha chiuso il 2022 con 6 milioni di perdite, riducendo l’appetibilità della base clienti, che si è anche vista svalutare i punti: se fino a ottobre 2021, un miglio Alitalia valeva più di cinque centesimi di euro, dopo la sospensione della compagnia il loro valore era stato svalutato a 3 millesimi di euro. A giugno 2023 inoltre c’è stato il tentativo di convertire in voucher i punti rimasti, alla scadenza del programma Millemiglia 2023, ancora valido con altre compagnie aeree, ma con poca flessibilità. La mossa ha però creato malcontento e una class action: quasi 200 affiliati hanno fatto causa a Italia Loyalty per una somma di 1,3 milioni di euro, cercando di recuperare il valore originario dei punti accumulati e l’azione legale è stata ammessa dal tribunale di Roma a novembre 2023. Con l’acquisizione Trenitalia dovrà probabilmente gestire anche la class action, a cui potrebbero unirsi nuovi ricorrenti.

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  • Redazione Qualitytravel.it

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