Nell’ambito del revenue management alberghiero ADR è l’acronimo di Average Daily Rate vale a dire la tariffa media giornaliera incassata per le camere al netto di tasse, sconti e pasti.

Non va confusa con l’APR che è invece l’Average Published Rate, la tariffa media di listino pubblicata sul sito, sulle Ota e su altri canali distributivi.

Come si calcola l’ADR

La formula per calcolare l’ADR è molto semplice dato che basta dividere i ricavi totali ottenuti in un determinato periodo per il numero di camere vendute. Ad esempio, se il mese scorso avete venduto 500 camere e ricavato 49.000 euro il vostro ADR mensile sarà dato da 49.000/500 = 98 euro.

Molti gestionali per alberghi lo calcolano in maniera automatica, in ogni caso ecco qui la formula da tenere a mente per calcolare questo dato molto importante per confrontare le performance del proprio hotel:

ADR = Ricavi della vendita di camere in un certo periodo/Numero di camere vendute nello stesso periodo

Dall’ADR discendono una serie di indicatori molto utili per valutare l’andamento del proprio albergo.

Uno di questi è l’ARI, Average Rate Index che confronta il proprio ADR rispetto alla media di un set di alberghi predefiniti e si ottiene dividendo l’ADR del proprio hotel diviso l’ADR medio complessivo degli hotel presi in considerazione. Se ARI > 1 vuol dire che si sta avendo una performance superiore alla media della propria categoria.

Altri significati di ADR

Adr è anche l’acronomimo di Aeroporti di Roma, la società che gestisce gli scali di Ciampino e Fiumicino e che ha il proprio sito web sul dominio adr.it

Nell’ambito del diritto dei trasporti, invece, ADR è l’accordo internazionale europeo che definisce il trasporto su strada di merci pericolose. L’acronimo deriva dal francese Accord européen relatif au transport international des marchandises Dangereuses par Route.

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