L’ultimo European Destinations Observatory report di ECM-MKG sottolinea che nelle città europee, nel 2016, il Revenue Per Available Room (RevPAR) ha avuto una crescita modesta (+0,7%) rispetto al 2015. Con un tasso d’occupazione stabile (-0,1 punti), la crescita è guidata dalla Average Daily Rate (ADR) fino allo 0,9% in più. Questi risultati complessivi nascondono però grandi disparità tra le destinazioni europee, alcune delle quali registrano gravi battute d’arresto, mentre altre crescono a un ritmo veloce.

In tutto il 2016, molte città sull’asse che attraversa il Belgio, la Francia, la Svizzera e l’Italia hanno registrato una diminuzione del loro RevPAR. I postumi dei fatti di Bruxelles nel novembre 2015 e gli attacchi del marzo 2016 hanno fortemente influenzato le prestazioni della capitale belga, che ha visto il suo tasso d’occupazione calare di 11,7 punti e il suo RevPAR in diminuzione del 17,6%. Anversa e Ghent sono pure in andamento negativo, con un calo di RevPAR del 5,5% e 2,1% rispettivamente.

In Francia, Parigi e Nizza, entrambe colpite da attacchi terroristici, hanno visto il loro tasso di occupazione e la tariffa media giornaliera diminuire notevolmente, portando a un calo RevPAR del 12,6% a Parigi e dell’8,9% a Nizza. Peraltro non tutte le città francesi hanno riportato una diminuzione: il RevPAR è salito a Lille (+ 12,6%), Lione (+ 7,1%), Tolosa (+ 6,8%), Bordeaux (+ 6,4%), Biarritz-Bayonne (+ 6,1%), Montpellier (+ 5%), Marsiglia (+ 2,5%), Strasburgo (+ 2,9%) e Reims (+ 0,4%).

Per quanto riguarda le città italiane, va detto che i loro risultati negativi sono fisiologici, succedanei come sono alle performance eccezionali del precedente esercizio, dovute a eventi non ripetibili: la diminuzione del 19,8% del RevPAR di Milano è evidentemente correlata agli ottimi risultati registrati durante l’Expo nel 2015. Sempre nel 2015 Torino (oggi -0,1% nel RevPAR) aveva esposto la Sacra Sindone e la città dei Dogi, Venezia, aveva ospitato la Biennale (-5,5% nel RevPAR).

Il 2016 è stato invece prospero per le città iberiche. Gli arrivi sono cresciuti sotto l’effetto combinato delle dinamiche interne (un miglior contesto economico) e la fuga dei turisti dalle destinazioni del Mediterraneo colpite da attacchi terroristici (Turchia, Costa Azzurra, Egitto, Magreb…). Tutte le città in Spagna (+ 12,4%) e in Portogallo (+ 11,1%) hanno registrato un forte incremento del RevPAR. È per esempio il caso di Barcellona, ​​che ha ospitato numerosi meeting internazionali nel 2016 (MWC 2016, Smart City Expo ecc) o di Bilbao (SPAOM 2016, AMPLAP 2016 e così via). Queste due città sono cresciute dell’11,7% e dell’11,2% nel RevPAR, rispettivamente. San Sebastian, capitale europea della cultura nel 2016, ha registrato il miglior incremento RevPAR in Europa (+18,3%). Quanto a Lisbona, ha ospitato diversi congressi medici internazionali nella ultima parte dell’anno (EUGMS Congress 2016, IGCS 2016, ecc) e ha registrato un incremento nel RevPAR del 7,5%.

La maggior parte delle destinazioni dell’Europa centrale e orientale sono pure in crescita. In Germania, il RevPAR è cresciuto del 5% in media, con Düsseldorf, Norimberga e Lipsia che hanno rispettivamente registrato un incremento del 17,8%, 15,6% e 8,8%. Al contrario, Colonia, Dresda e Francoforte sono in ribasso. Budapest ha chiuso l’anno con un incremento del 10,3% nel RevPAR e ha superato Varsavia (+ 9%), Praga (+ 7,5%) e Vienna (+ 2,2%).

Ultimo ma non meno importante, la «Brexit» non ha allontanato i visitatori dal Regno Unito. Edimburgo e Londra continuavano a registrare i migliori tassi d’occupazione in Europa (rispettivamente dell’85,4% e dell’85,3%).

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