Oltre 400 firme per non far chiudere il Sicilia Convention Bureau

Un appello, firmato dai professionisti del settore MICE per scongiurare la chiusura del Sicilia Convention Bureau, che a fine agosto ha annunciato il termine delle attività e la messa in liquidazione entro il 31 dicembre 2019. La raccolta firme è stata inviata alle autorità siciliane e pubblicata su change.org dalle aziende partner del Sicilia Convention Bureau, dove ha raccolto finora 420 firme: per sostenere l’appello, che pubblichiamo integralmente di seguito, potete collegarvi al link http://chng.it/GYC4vwC4

Egregio Presidente, Egregio Assessore,

Chi vi scrive è il turismo, quello sano, quello consapevole.

La notizia dell’imminente e inaspettata chiusura del Sicilia Convention Bureau ha lasciato attoniti ed increduli gli operatori della Meeting Industry siciliana e internazionale.

Il lavoro svolto dal team del Sicilia Convention Bureau negli ultimi 10 anni è stato encomiabile e i nostri colleghi lo hanno sempre fatto con grinta, passione, e professionalità, facendo conoscere a tutti noi le potenzialità del lavorare insieme e le grandi possibilità che possono nascere dal confronto a livello regionale, nazionale e internazionale.

Il primo grande successo da riconoscere al team del Sicilia Convention Bureau è sicuramente la creazione di una rete tra i professionisti del turismo dediti al segmento MICE. Una rete utile e funzionale allo scambio di idee, alla nascita di nuove partnership, alla partecipazione attiva a progetti di respiro locale e internazionale che hanno avuto sempre una ricaduta economica positiva sul territorio siciliano. Ma soprattutto, grazie a questa rete che si è costruita, dopo 10 anni di duro lavoro, possiamo finalmente dire che anche in Sicilia c’è un’immagine univoca e di qualità, in grado di competere a livello internazionale!

Siamo loro grati per gli eventi e i congressi veicolati in Sicilia (1700 gli eventi intercettati e circa 600 quelli confermati in maniera diretta e indiretta), generando un fatturato potenziale dal 2009 ad oggi pari a oltre 180 milioni di euro; per gli educational organizzati per presentare le potenzialità della nostra bella isola agli addetti ai lavori di tutti i mercati esteri; per la costante partecipazione a fiere e workshop di settore, sviluppando oltre 20.000 prospect, che ha permesso anche alle piccole aziende affiliate la possibilità di essere rappresentate e di avere una vetrina, che ha contribuito alla creazione di un marchio unico e riconoscibile a livello internazionale ed ha permesso la realizzazione di un Data Base profilato, fatto di contatti utili, costantemente aggiornati e condivisi tramite le puntuali Newsletter inviate dal Sicilia Convention Bureau per presentare le novità della destinazione Sicilia.

E negli ultimi anni, al turismo congressuale, si sono aggiunti gli sforzi del team per il rilancio del turismo leisure e del segmento legato ai matrimoni internazionali. Vogliamo veramente cancellare con un semplice colpo di spugna questo Know-how e i milioni di euro investiti e recuperati?

Per noi operatori il Sicilia Convention Bureau per 10 lunghi anni ha significato anche e soprattutto formazione. È infatti grazie ai loro progetti educativi che la filiera turistica siciliana ha potuto beneficiare di una formazione di alto livello, di Master Class con speaker e testimonial internazionali che hanno portato nuovi input e nuova linfa a tutti gli affiliati e non solo.

SCB è stata la prima vera vetrina della Sicilia come destinazione per Eventi e Congressi, ha svolto un ruolo di primo piano nella promozione e nella commercializzazione delle nostra isola. Guidandone lo sviluppo come “Destinazione” ha promosso l’integrazione dei servizi offerti dagli operatori che agiscono all’interno della filiera turistica locale, e ha così contribuito alla definizione di un prodotto turistico il più possibile unitario da condividere con i potenziali viaggiatori/aziende in cerca di informazioni sulla validità della destinazione. I loro sforzi hanno avuto una duplice valenza: da un lato quella di far comprendere a noi tutti cosa ricerchino gli stakeholder del settore; dall’altro di permettere a questi ultimi di prendere in considerazione la Sicilia, facendo sì che risalisse nella scala di gradimento come destinazione per i viaggi di incentivazione aziendale e i meeting internazionali.

Da sottolineare anche l’importanza svolta dall’osservatorio turistico congressuale, strumento introdotto in Sicilia per la prima volta proprio dal Team del Convention Bureau, che è servito a noi tutti a prendere coscienza della valenza del nostro comparto.

Siamo tutti consci che avere una voce unica e un vestito che rappresenti bene cosa significhi fare turismo in Sicilia sia un vantaggio per tutti gli operatori del settore e, a nostro avviso, per tutta la Sicilia. Lasciare che questa immagine costruita nel tempo venga nuovamente messa in discussione e, ancor peggio, oscurata dalla chiusura del SCB è uno svantaggio per tutti e non è chiaro quale possa essere la strategia che possa sostituirla.

SCB è stata ed è ancora una realtà agglomerante di tutte le grandi e piccole aziende turistiche presenti nella nostra terra. È un marchio riconosciuto a livello internazionale e pensarne la chiusura senza una alternativa è l’ennesimo esempio di miopia imprenditoriale.

Siamo la filiera che vuole sensibilizzare tutti, istituzioni, imprenditori e singoli cittadini. Perché perdere anni di risorse, di lavoro, di contatti, di partnership che hanno contribuito a creare una nuova immagine positiva della Sicilia sarebbe un autogol.

Per questo auspichiamo che chi di dovere intervenga prontamente. Confidiamo e non vogliamo perdere la speranza che una soluzione positiva si trovi entro fine anno. Sarebbe davvero grave mettere da parte un marchio di questo peso e le professionalità che lo hanno reso internazionalmente noto.

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